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Iperammortamento 2026_Coenergia
12 May
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Iperammortamento 2026: nuove opportunità per il settore fotovoltaico

mag 12, 2026

Iperammortamento 2026: nuove opportunità per il settore fotovoltaico

 
Il nuovo decreto attuativo sull’Iperammortamento 2026 è stato ufficialmente firmato il 4 maggio, definendo le regole operative per accedere alle agevolazioni dedicate agli investimenti in beni strumentali innovativi.
Una misura che interessa da vicino anche il comparto fotovoltaico e gli operatori della transizione energetica.
 
L’incentivo riguarderà gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, introducendo però alcune novità importanti che impatteranno direttamente sulle strategie di installatori, EPC e aziende attive nel settore energia.
 
 

Fotovoltaico e accumulo: criteri più selettivi
Il decreto introduce regole precise anche per gli investimenti legati all’autoproduzione energetica.

Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici:
 
  • saranno incentivati esclusivamente moduli ad alta efficienza presenti nelle specifiche sezioni del registro ENEA;
  • i sistemi di accumulo (BESS) potranno accedere ai benefici solo se collegati a nuovi impianti di produzione;
  • la producibilità energetica, quindi l'intero sistema (fotovoltaico + batterie) non dovrà superare il 105% dei consumi aziendali registrati nell’anno precedente.
 
 
 
Una misura pensata per favorire l’autoconsumo e sostenere investimenti realmente orientati all’efficienza energetica.
 

Le aliquote confermate dal decreto

Resta confermata la struttura dell’incentivo suddivisa in tre fasce:
  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • 50% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro.

Un’opportunità concreta per le aziende che intendono accelerare i processi di digitalizzazione e integrazione energetica.
 

Più controlli e nuove procedure

Tra gli aggiornamenti più significativi previsti dal decreto emerge il nuovo sistema di comunicazioni obbligatorie verso il GSE, ora suddiviso in cinque step distinti. Le aziende saranno chiamate a fornire informazioni e avanzamenti in ogni fase del progetto, dall’avvio dell’investimento fino al completamento e alla rendicontazione conclusiva, garantendo così un controllo costante sull’evoluzione degli interventi e sull’impiego dei fondi stanziati.

L’introduzione di questa procedura più dettagliata punta a rafforzare il monitoraggio delle risorse disponibili e a gestire in modo più efficiente l’accesso agli incentivi, evitando fenomeni di esaurimento rapido dei fondi già registrati con precedenti misure, dove l’elevato numero di richieste aveva portato in tempi brevi alla saturazione delle disponibilità economiche.
 
L’iter di accesso sarà completamente digitalizzato tramite piattaforma GSE, ma aumentano gli adempimenti richiesti.
Le comunicazioni obbligatorie passano infatti da tre a cinque:
  • prenotazione iniziale dei fondi;
  • conferma dell’investimento con versamento del 20% di acconto;
  • comunicazione di completamento lavori e interconnessione;
  • monitoraggio annuale dei costi sostenuti;
  • aggiornamento relativo ad ammortamento e contabilizzazione.
 

Stop all’autocertificazione

Il decreto introduce controlli più stringenti anche sulla documentazione tecnica. Non sarà più possibile utilizzare l’autodichiarazione per investimenti di importo ridotto.
Ogni pratica dovrà includere:
 
  • perizia tecnica asseverata;
  • certificazione contabile;
  • documentazione completa relativa all’impianto e ai beni incentivati.
 

Chi può beneficiare dell’incentivo

Uno degli aspetti più vantaggiosi dell’Iperammortamento 2026 è la platea molto ampia dei soggetti che possono accedere all’agevolazione. Diversamente da altri incentivi dedicati al fotovoltaico, la normativa non introduce limitazioni legate alla dimensione aziendale o al settore di appartenenza.
Possono quindi usufruire del beneficio:
 
  • aziende di qualsiasi dimensione, dalle microimprese fino alle grandi realtà industriali, senza limiti di fatturato o numero di addetti;
  • imprese attive in qualunque comparto, inclusi industria, commercio, agricoltura, logistica, turismo e servizi;
  • tutte le forme giuridiche, come società di capitali, società di persone, ditte individuali e professionisti titolari di partita IVA con reddito d’impresa;
  • impianti fotovoltaici installati in diverse configurazioni, tra cui coperture industriali, tetti, pensiline e installazioni a terra.

Non sono previsti vincoli territoriali sul territorio italiano né restrizioni collegate al codice ATECO dell’azienda. L’aspetto fondamentale da valutare riguarda invece la capacità fiscale dell’impresa: per sfruttare pienamente la maggiorazione è necessario disporre di un reddito imponibile adeguato a compensare il beneficio previsto dall’incentivo.
 
 
Quali caratteristiche devono avere i moduli fotovoltaici per accedere all’iperammortamento?
 
Per poter rientrare nell’agevolazione, i pannelli fotovoltaici devono essere registrati nelle categorie B o C del Registro ENEA.
Questo significa che celle e moduli devono essere realizzati all’interno dell’Unione Europea e rispettare specifici standard di efficienza energetica: superiore al 23,5% per la Categoria B e oltre il 24% per la Categoria C.
Restano invece esclusi gli impianti che utilizzano moduli appartenenti alla Categoria A, non ammessi al beneficio fiscale.
 
Per quanto riguarda gli altri componenti dell’impianto — come inverter, sistemi di accumulo e trasformatori — il Decreto Legge 38/2026 ha eliminato l’obbligo di provenienza europea. Questi dispositivi potranno quindi essere acquistati anche da produttori extra UE.
 
Per quanto riguarda la digitalizzazione, il decreto conferma l’esclusione dalle agevolazioni dei software in modalità SaaS e delle piattaforme cloud, una decisione che continua a suscitare critiche e perplessità tra aziende e professionisti del settore.
 
In caso di documentazione incompleta o trasferimento dei beni all’estero, il beneficio fiscale verrà revocato.
Attesa per l’apertura della piattaforma GSE
 
Prima dell’operatività definitiva restano da completare gli ultimi passaggi istituzionali, tra cui il controllo della Corte dei Conti e il decreto direttoriale del MIMIT.
L’apertura della piattaforma GSE per la prenotazione degli incentivi è attesa entro i primi giorni di giugno.
 
 
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